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LUDO OMAR


Biografia


Omar Ludo nasce ad Albaredo d’Adige, un piccolo paese nella bassa veronese, nel 1953.Già durante le scuole medie fa notare un particolare interesse a tutto ciò che riguarda il colore, ed in particolare si appassiona spropositatamente al disegno tecnico.

Nonostante ciò comunque Omar Ludo non decide di frequentare un liceo artistico, pensando che quella immensa attenzione ai disegni fosse solo un piccolo ammaliamento nella mente di un ragazzino, inconsapevole che la pittura diventerà da li a breve una costante indispensabile, per farlo sentire completo, della sua vita.

Infatti poco più che tredicenne inizia ad esprimere la sua voglia di colore, con dapprima acquerelli per poi passare agli oli, rappresentando quei paesaggi della campagna veronese che lo circondavano e che gli davano la quiete per stare ore ed ore nel suo garage a dipingere.

Presto però si accorge che quello che cerca nella tela non è la rappresentazione di ciò che lo circonda, perchè questo a lavoro finito non lo soddisfa, non lo fa sentire completo come invece lo era alle scuole medie finito di fare un disegno tecnico.Allora decide di realizzare sulle tele forme geometriche, spesso dipingendo con un solo colore ed inizia a concludere lavori che rendevano un’idea di estrema perfezione e pulizia, anche se qualcosa nel suo io mancava sempre a fine lavoro, quel qualcosa che lo avrebbe fatto fermare ad osservare la sua opera e lo avrebbe realizzato in essa.

Questa continua ricerca della parte mancante all’interno della tela, lo porta a capire che quello che cerca così assiduamente è l’abbandono della tela piatta per passare a quella terza dimensione che ha nelle sue idee e che deve solo riuscire ad esprimere, così nel 1969 arriva alla realizzazione delle tele intro – estroflesse.

Le tre dimensioni delle sue opere, frutto di rigore, ricerca di perfezione in un mondo imperfetto, lo attirano e lo fanno rimanere ipnotizzato davanti ad esse, si perde nel guardare la loro profondità e si fa assorbire dalle introflessioni delle sue tele come a traspostarlo in una dimensione parallela fatta di perfezione, dove finalmente il suo io alla continua ricerca di novità si trova in pace con se stesso.

Ora che finalmente ha trovato la sua dimensione non ha più bisogno di dipingere ore ed ore per trovare qualcosa, così la sua produzione diventa lenta e curata, come non sente nessuna necessità di proporre le sue opere alla critica e a mostre, perchè gli serve solo ed esclusivamente per completare se stesso, per farlo rilassare nei momenti stressanti che accompagnano gli esami di ingegneria civile, materia in cui si laurea nel 1980 presso l’Università di Padova.

Divenuto ingegnere di successo in poco tempo nell’ambito della progettazione stradale ed infrastrutturale, per poi dedicarsi a rilievi cartografici e satellitari essendo uno dei primi in Italia a sperimentare il GPS, la sua passione per l’arte lo porta ad abbandonare, per dedicarsi ai restauri conservativi di antichi palazzi.Di dipingere, seppur impegnatissimo, non smetterà mai, tanto da provare una nuova avventura con le tele luminose, intagliate e retroilluminate da led invisibili che lo portano ad esporre nel Principato di Monaco dove le sue permanenze erano sempre più frequenti.

Però anche queste nuove opere non lo soddisfano, non gli danno quell’emozione che trovava nella perfezione della tridimensionalità, così ricomincia con quel gioco di introflessioni ed estroflessioni geometriche creando un grande dinamismo di luci e ombre, come se lui stesso volesse attirare ed incorporare nell’opera le emozioni di chi osserva.

Il chiaroscuro e il conseguente senso di movimento, creato non con il pennello ma fatto di pieni e vuoti sulla superficie, sono i protagonisti di queste sue opere.

Questa concezione di spazio dinamico invita il fruitore a guardarsi in maniera introspettiva, per poi portare in superficie la propria essenza, la sua vera natura.


















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